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Nasturzio rampicante in miscuglio

Nasturzio rampicante in miscuglio
Marca: Italsementi
Codice Prodotto: SEC064
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Disponibilità: 9
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Il nasturzio è una pianta perenne, semplice da coltivare, che in zone ad inverni rigidi è coltivata come annuale. Ha un portamento rampicante, non possiede viticci ma ha la capacità di avvolgersi attorno a supporti. I nasturzi possono essere utilizzati per le bordure in prossimità di dislivelli, gradinate, muretti oppure in cesti pensili. Esistono varietà di 25 cm adatte a coltivazioni in vaso chiamate tomthumb. I colori variano nei toni dell’arancione. I nasturzi fioriscono dalla primavera a fine estate, producendo numerosi fiori profumati.
 
Consigli:
staccare i fiori appassiti per prolungare la fioritura. Dopo aver fiorito, i nasturzi formano gruppi di 3 semi: appena diventano verdi si possono raccogliere e farli asciugare in una busta di carta, per conservarli e seminarli successivamente. La pianta predilige terriccio sciolto, drenato e non troppo ricco di sostanze organiche. Un’eccessiva quantità di humus produce foglie molto grandi e pochi fiori. Un terriccio troppo secco e sabbioso rende la pianta spoglia alla base. Evitare pieno sole, specie dove l’estate è calda. In questo caso tagliare le piante anche rasoterra: spunterà nuovo fogliame in autunno, accompagnato da ulteriore fioritura (anche se meno abbondante di quella primaverile).
 
L’irrigazione:
è necessaria solo nei climi caldi, dalla primavera inoltrata in poi. Il nasturzio in vaso va irrigato con una maggiore frequenza. Concimare utilizzando un concime liquido per piante fiorite, sciolto nell’acqua delle innaffiature. Nel caso si verifico un calo del numero e delle dimensioni delle foglie somministrare concime organico con azoto una volta ogni 30 giorni.
 
Seminare i nasturz:
Se vogliamo che già dal mese di giugno fioriscano le piantine di nasturzio, pensiamo a seminarli fin dal mese di febbraio. 
 
Storia:
Il nasturzio è originario del Perù, e come molte piante native del Sud America, arrivò in Europa attraverso la Spagna, spedito a Nicholas Monardes, il quale provvide a farlo introdurre in Francia e nei Paesi Bassi, infine in Inghilterra, dove pervenne a John Gerard.
 
Ma quello non era il nasturzio che oggi conosciamo, il Tropaeolum majus, ma il Tropaeolum minus, molto simile e praticamente indistinguibile al profano. Il T. minus si è poi perduto, per essere reintrodotto in Europa solo sul finire del 1700. A tutt'oggi non è molto semplice trovarlo, e spesso i cataloghi non fanno distinzione tra T. majus e T. minus (ad esempio il 'Peach Melba', dai colori tipici della specie minus, viene spesso offerto come T. majus).
 
 
Nasturzi e Fresie
Linneo lo battezzò prendendo spunto dalla parola greca tropaion, che significa "trofeo". Anticamente questo era infatti un palo sulla cui cima si legavano elmi e spade dei nemici uccisi. Linneo probabilmente pensava alle foglie rotonde come a degli scudi, ed agli speroni del fiore come elmi insanguinati. Non a caso Parkinson in Inghilterra lo chiamò "Yellow Larkes Spurr", cioè "speronella gialla". Anche il termine comune francese, "capucine", rimanda ad un copricapo.
 
In Italia, ma anche in Inghilterra, viene chiamato nasturzio, confondendolo spesso con il crescione d'acqua (Nasturtium officinale). Probabilmente l'errore deriva dal sapore pepato delle foglie del nasturzio, difatti tutta la pianta è commestibile e di ottimo sapore, agro e piccante. I fiori possono venire uniti alle insalate fresche, e i semi non maturi si usano in salamoia o sotto sale come i capperi. Le foglie contengono molta vitamina C, come "qualsiasi millepiedi potrebbe dirvi" (cit. John Evelyn).
 
Sulla confusione tra tropeoli, nasturzi e crescione, non si può non riportare una deliziosa curiosità riguardante J.R.R. Tolkien. Nel '54, durante la correzione delle bozze per "Il Signore degli Anelli", Tolkien si lamentò per il fatto che il suo inglese venisse spesso rettificato a sproposito.
 
Tra le altre cose, la parola nasturtians venne corretta in nasturtium, il che suscitò le furie di Tolkien, che riportò alla Casa Editrice Allen & Unwin la seguente conversazione avuta con il giardiniere dell'Oxford College: “Come chiama queste cose, giardiniere?” “Le chiamo tropaeolum, sir” “Ma quando ne parla con i professori?” “Dico nasturtians, sir” “Non nasturtium?” “No, sir, quello è il crescione d'acqua”

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